#fotografia, scienza e società

Dato il nostro interesse per il rapporto tra innovazione e società, ci sembra opportuno analizzare l’utilizzo della tecnologia nelle scienze naturali e sociali.
Dove viene applicata la tecnica fotografica? In cosa è utile?
Parleremo di astronomia, biologia, medicina e il nostro campo di studi: la sociologia!
Buona lettura 😉

Chiara


Fotografia e astronomia

“La fotografia astronomica è il mezzo con il quale possiamo osservare e mostrare agli altri le meraviglie dell’Universo, unione unica di senso estetico e rigoroso metodo scientifico. La fotografia astronomica, al contrario di quella naturalistica, si distingue per le solide basi scientifiche. Il fotografo del cielo è, prima di tutto, uno scienziato che cerca di elaborare ed interpretare al meglio ciò che riesce a catturare dagli oggetti del cielo. Qualsiasi oggetto che viene catturato in una fotografia dovrebbe corrispondere alla realtà di ciò che è stato realmente ripreso.”

L’astrofotografia è nata nei primi anni dell’800 con le prime applicazioni in campo astronomico di immagini della Luna, del Sole e di altri pochi oggetti luminosi.

La sensibilità delle pellicole chimiche consentiva solo scarsi risultati, ma lo sviluppo tecnico permise di migliorare la qualità delle immagine, aumentando la sensibilità delle pellicole.

La tecnica fotografica divenne necessaria per lo studio astronomico: essa permise di scoprire svariati oggetti deboli del cielo, coinvolgendo anche gli astrofili non professionisti per dare un contributo nella ricerca (comete, supernove, asteroidi).

L’introduzione delle fotocamere digitali ha permesso l’attuale rivoluzione del settore. La tecnica digitale si differenzia  dalla vecchia fotografia chimica per la possibilità di modellare, modificare e studiare in modo approfondito e rigoroso i dati in nostro possesso.

Di cosa si ha bisogno per questo tipo di fotografia?

  • Potente teleobiettivo
  • Cavalletto

article-0-13CED75F000005DC-639_964x631

cometa_halley

Cometa di Halley

Fotografia al microscopio e biologia

“Idea del microscopio che fa vedere l’invisibile, come se si entrasse in un altro mondo”

La micrografia, o fotomicrografia, è la ripresa fotografica di soggetti non visibili a occhio nudo, ottenuta mediante una fotocamera (a pellicola o digitale) opportunamente collegata ad un microscopio ottico o elettronico.

La fotografia digitale consente di riprendere immagini con maggiore facilità rispetto alla fotografia digitale. Inoltre è più semplice la rielaborazione e l’ingrandimento delle immagini.

Esistono molti concorsi che premiano i migliori fotografi in questo campo scientifico, come Wellcome Image Awards e il Nikon Small World. I soggetti di queste fotografie spaziano da piccoli dettagli di animali come occhi e zampe, specifici tipi di tessuto cellulare, petali di fiori, sezioni di piante.

Ecco alcune delle fotografie in concorso:

endotelio

Endotelio (tessuto epiteliale)

Sezione di un ramoscello di Casuarina equisetifolia, un albero sempreverde originario dell'Australia

Sezione di un ramoscello di Casuarina equisetifolia, un albero sempreverde originario dell’Australia

Miniatura organismo marino

Miniatura organismo marino

Fotografia e medicina

Le fotografie in questo campo possono essere usate in diagnostica medica, esplorando un certo corpo in per acquisire informazioni sul suo stato nel preciso istante dell’esplorazione.

L’utilizzo principale tuttavia è fuori dal loro contesto clinico: possono essere usate con un riferimento generale non più per conoscere la situazione di un certo paziente che interessa curare, ma come esempio di una certa morfologia che si vuole insegnare a riconoscere.

Normalmente, le foto mediche riprendono il corpo di un particolare paziente  allo scopo di rappresentarne la patologia nella sua tipicità.

Dato il prevalente tema dermatologico delle foto mediche, il colore ha una certa rilevanza: uno sfondo uniforme (preferibilmente nero) aiuta ad ottenere un’immagine più fedele all’originale. La luce, poi, deve essere il più possibile intensa, bilanciata e diffusa, in modo da dare uguale rilievo e presenza a tutte le parti del corpo illuminato.

La documentazione medica e tecnica si è sempre rilevata essenziale e ormai ha raggiunto uno sviluppo tale da trovare applicazioni sia nello studio medico che odontotecnico.

Riassumendo i motivi principali dell’utilizzo della fotografia sono:

  • immagini per insegnare agli studenti
  • scambio di informazioni tra medico-paziente
  • dimostrazione ai pazienti dei lavori da svolgere con foto dimostrative
  • consulto tra colleghi
  • per eventuali problemi medico-legali

Fotografia e sociologia.

Il fotoreportage sociale nasce relativamente tardi rispetto alla fotografia a causa di una serie di problemi tecnici che rendevano difficile realizzare immagini all’esterno: tempi di posa molto lunghi, ingombro e costo delle prime macchine, e un processo molto elaborato e costoso per arrivare al prodotto finito.
Ecco perché, almeno all’inizio, la dagherrotipia rimase chiusa negli studi dove era tutto più gestibile.

“Fotografia che, attraverso l’immagine, vuole raccontare particolari aspetti della società in cui viviamo; oppure portare a conoscenza di altri situazioni altrimenti sconosciute o lontane. Non necessariamente il fotografo deve rappresentare situazioni di degrado, violenza o sofferenza: la scelta dipende dalla sua sensibilità.”

L’immagine fotografica è in grado di cogliere elementi della società umana e dell’interazione tra individui che altrimenti non emergerebbero, o comunque non allo stesso modo. Il fotoreportage,  se utilizzato in maniera adatta, può risultare uno strumento importante nelle mani del sociologo.

Questa tecnica non ha alcuna pretesa di oggettività; al contrario, è la soggettività del ricercatore che diventa importante nella interpretazione di un fenomeno.

«Fotografare significa, in uno stesso istante, riconoscere il fatto e la rigorosa organizzazione delle forme percepite visivamente, che esprimono e determinano questo fatto» (Cartier-Bresson,).

Bisogna quindi calarsi a fondo nella realtà che si vuole indagare, capirla, comprendere l’oggetto e la situazione che si fotografa, e solo a questo punto bisogna scattare l’immagine.

Un fotografo che va citato, è Lewis Hine (1874-1940).
Appassionato di arte figurativa e laureato in Sociologia alla New York University , si avvicinò alla fotografia da autodidatta. Per lui il fotoreportage era dichiaratamente uno strumento di indagine sociologica e di denuncia sociale.

C029

Boy working in factory

Lewis_Hine_Power_house_mechanic_working_on_steam_pump

Mechanic working on steam

Svolse molti lavori sempre nei bassifondi, tra gli immigrati, tra i minatori, ma la sua più celebre pubblicazione rimane Man at work (1932), nella quale ha documentato i lavori di costruzione dell’Empire State Building di New York, che ci dice molto sulle precarie condizioni di lavoro dell’epoca.
Se conoscete questa ricerca vi sarà senza dubbio venuta in mente questa fotografia:

Lunch

Lunch atop a Skyscraper

In realtà “Lunch atop a Skyscraper” fu realizzata il 29 settembre del 1932 da Ebbets durante la costruzione del GE Building del Rockefeller Center e non dell’Empire State Building. Questa foto venne attribuita ad Hine e tutt’ora si fa ancora confusione sul vero autore dello scatto.

Sulla base delle documentazioni fornite per la costruzione del Rockefeller Center è stato tratto un film intitolato “Men at Work”. Qui sotto potete vedere il trailer!

SITOGRAFIA

Astrofotografia: http://it.wikipedia.org/wiki/Astrofotografia

http://www.danielegasparri.com/Italiano/fotografia_astronomica.htm

Biologia: http://www.focus.it/scienza/scienze/nikon-small-world-foto-microscopio#img13738

Medicina http://www.immaginarioscientifico.it/2004/fotografia-medica

http://www.zerodonto.com/2012/05/fotografia-digitale-e-tecniche-di-documentazione-fotografica-in-odontoiatria-ed-odontotecnica/

Sociologia http://www.cultframe.com/2001/07/fotografia-e-societa-dalla-sociologia-per-immagini-al-reportage-contemporaneo-un-libro-di-alfredo-de-paz/

http://piercingthereality.files.wordpress.com/2008/01/fotografia_e_sociologia.pdf

http://marcocrupifoto.blogspot.it/2010/09/il-reportage-sociale-significato.html

#storia della fotografia: dall’ascesa giapponese alla fotografia moderna

Questo è l’ultimo articolo della rassegna dedicata alla storia.

Nella speranza di non annoiarvi, ma di interessarvi, come al solito buona lettura!

Alice

Alla fine degli anni cinquanta comincia l’inesorabile declino della fotografia europea che lascia il posto a quella giapponese. L’avvenimento che segna questa svolta è sicuramente l’uscita della Nikon F, primo sistema fotografico professionale caratterizzato da ottiche, mirini intercambiabili e motore elettrico per il trascinamento della pellicola. È la prima macchina in grado si adattarsi a qualsiasi situazione dal reportage alla fotografia da studio.

Uno degli ultimi successi europei nel settore è certamente firmato Voigtlander a cui si deve l’invenzione del primo obiettivo zoom: il 35-83mm f/2.8. Fino al 1959, gli obiettivi che venivano utilizzati in tutti i sistemi ottici, dalla camera oscura fino alle reflex, erano a focale fissa ovvero permettevano solo un certo ingrandimento del soggetto. L’introduzione degli obiettivi zoom rappresenta un grande passo in avanti poiché con un solo obiettivo si riesce a coprire più focali, guadagnando in praticità e portabilità. A metà degli anni sessanta, l’azienda tedesca introdusse per la prima volta, una macchina con flash elettrico incorporato, ultima grande invenzione europea.

Negli anni successivi, furono sempre i Giapponesi a produrre le prime macchine semi-automatiche, che permettevano anche ai meno esperti di avvicinarsi al settore.

Negli anni Ottanta, la fotografia mondiale comincia a cambiare volto con due importantissime scoperte: il digitale e l’autofocus.

La fotografia digitale nasce in casa Sony quando viene presentata al mondo la prima Mavica. Questa reflex utilizza un floppy come supporto di memorizzazione digitale che sostituisce pienamente la pellicola. Il digitale mette presto in crisi il settore della pellicola che resterà in mano a pochi appassionati porterà al declino tutte le grandi aziende produttrici. Presto cominciano ad essere commercializzate anche le prime compatte digitali che utilizzavano sensori di immagine da 0,8 fino a 1,4 milioni di pixel.

Per quanto riguarda l’autofocus, è Pentax che detiene il brevetto e la prima reflex che utilizza questo sistema è la ME-F: la messa a fuoco viene effettuata attraverso dei collegamenti elettrici tra obiettivo e fotocamera. L’introduzione della messa a fuoco automatica permetteva ai fotografi un notevole risparmio di tempo e una maggiore precisione. Diventa quindi possibile riprendere facilmente soggetti in rapido movimento, come animali o automobili senza rischiare la sfocatura.

All’alba del nuovo millennio, nel 1996, la giapponese Casio commercializza la prima compatta digitale con display LCD integrato, la QV-10 che permette di poter vedere la foto subito dopo averla scattata senza aspettare di arrivare a casa e guardarle a computer.

Dal 2000 fino ad oggi, il Giappone ha confermato il monopolio del mercato mondiale ed i vari produttori si sfidano a colpi di innovazioni tecnologiche. Tra queste innovazioni ci sono gli effetti grafici, lo zoom digitale e piccole funzioni per il foto-ritocco direttamente sulla macchina. A questo scopo, numerose aziende collaborano con altre specializzate in altri settori.

Nel 2002 nasce il Nokia 7650 primo telefono cellulare con fotocamere integrata dando ufficialmente il via all’Era degli smartphone, telefoni che oltre alle normali funzioni incorporano calendario, rubrica, orologio, calcolatrice, blocco note, giochi, la possibilità di navigare in rete e molto altro.

La fotografia dal 1800 fino ad oggi ha compiuto moltissimi passi in avanti e ha in un modo o nell’altro cambiato la vita di tutti. Oggi, la sua rapida diffusione è sicuramente dovuta alla facilità d’uso: chiunque può comprare con una spesa minima una macchina con la quale immortalare i momenti più belli della sua vita.

L’innovazione tecnologica andrà avanti per ottenere risultati sempre più performanti ma, non dimentichiamoci mai la cosa più importante: anche con la macchina migliore ciò che sta dietro ad una fotografia è sempre un’idea.

BIBLIOGRAFIA

  1. Enrico Maddalena, Manuale completo di fotografia, Hoepli, Milano, 2012

SITOGRAFIA

  1. http://www.storiadellafotografia.it
  2. http://www.nikonschool.it
  3. http://www.wikipedia.org/wiki/portale:fotografia