#Henri Cartier-Bresson, fotografo dell’istante decisivo.

Mi piace iniziare il racconto della vita e delle opere di questo Artista con una delle sue celebri citazioni, emblema del suo pensiero e della sua tecnica:

 

“La fotografia è il riconoscimento simultaneo, in una frazione di secondo, del significato di un evento”.

Henri Cartier-Bresson's 1957 Leica selfie

Henri Cartier-Bresson’s 1957 Leica selfie

A differenza di quanto ho fatto e farò per altri artisti, ho deciso di presentarvi la sua biografia e la sua tecnica attraverso l’enunciazione di punti; non pensiate sia pigrizia la mia!!!! 😛 … semplicemente cercherò nel mio piccolo di rispettare il volere e le idee dell’artista non perdendomi in descrizioni ed artifici ridondanti, cosa che lui (come vedremo più avanti) evitò per tutta la sua vita.

 

Biografia in 12 passi

  • Henri Cartier-Bresson nasce il 22 agosto 1908 a Chanteloup in Francia in una famiglia alto borghese
  • È considerato il padre del foto-giornalismo
  • Entra nel mondo dell’arte inizialmente attratto dalla pittura e dal surrealismo francese; incontra poi la fotografia nel 1931 e decide di comprarsi una Leica 35 mm lente 50 mm
  • Durante la Seconda guerra mondiale prende parte alla Resistenza francese, viene catturato e riesce a fuggire dal carcere; in questi anni continua la sua attività fotografica
  • Lavora anche come regista al film“Le Retour”, un documentario sul ritorno in patria dei prigionieri di guerra e dei deportati
  • Nel 1947 fonda, assieme a Robert Capa, George Rodger, David Seymour e William Vandivert l’agenzia di fotografia più importante al mondo: la Magnum Photos
  • Compie numerosissimi viaggi in Cina, Messico, Canada, Stati Uniti, Cuba, India, Giappone, Unione Sovietica e molti altri paesi
  • Nel 1962 parte su incarico della rivista Vogue alla volta della Sardegna
  • Nel 1968 Henri Cartier-Bresson decide di tornare al suo primo grande amore: la pittura. Egli stesso dichiarerà: “In realtà la fotografia di per sé non mi interessa proprio; l’unica cosa che voglio è fissare una frazione di secondo di realtà”. Nonostante ciò continuerà a dedicarsi ai ritratti fotografici
  • Nel 1979 viene a lui dedicata una mostra a New York
  • Nascita ad opera dell’artista (aiutato dalla moglie e dalla figlia) della Fondazione Henri Cartier-Bresson
  • Muore il 3 agosto 2004 a Céreste, in Francia

 

La sua arte in pillole…

  • Henri Cartier-Bresson è considerato “l’uomo delle istantanee in bianco e nero”
  • L’arte sta nel catturare il momento decisivo. L’artista diceva: “Ho capito all’improvviso che la fotografia poteva fissare l’eternità in un attimo”
  • Capacità di saper cogliere il momento
  • Sì alla spontaneità
  • Racconta attraverso le sue fotografie un intero secolo
  • No pose costruite
  • No alle didascalie perché “..le immagini non hanno bisogno di parole, di un testo che le spieghi …sono mute, perché devono parlare al cuore e agli occhi”

 

… e in Fotografie

France. The Var department. Hyères. 1932.

Francia. The Var department. Hyères. 1932.

INDIA. Delhi. 1948. GANDHI leaving Meherauli, a Moslem shrine. This is one of the last appearances between end of his fast and his death.

INDIA. Delhi. 1948. GANDHI lascia Meherauli, a Moslem shrine. Questa è una delle ultime apparizioni prima della sua morte.

Rome, 1959

Roma, 1959.

Leica_ la sua prima macchina fotografica

La sua prima macchina fotografica, la Leica.

SOVIET UNION. Moscow. 1954. Moscow State University main building.

Unione Sovietica. Mosca. 1954. Palazzo universitario.

 

Dopo queste immagini non mi resta che concludere, cari lettori, con una citazione del celebre artista:

“Le fotografie possono raggiungere l’eternità attraverso un solo momento”.

in Il Mattino, p. 21, 04 febbraio 2010

 

Curiosità

A dieci anni dalla scomparsa dell’artista, a Roma si sta tenendo una mostra a lui dedicata. Vi lascio il link per maggiori informazioni.

http://www.arapacis.it/mostre_ed_eventi/mostre/henri_cartier_bresson

 

Spero di avervi incuriosito riguardo alla figura di questo grande fotografo.

Al prossimo articolo 😉

Silvia

 

Sitografia:

http://www.henricartierbresson.org/index_en.htm

http://www.magnumphotos.com

http://biografieonline.it

http://www.touringclub.it

#storia della fotografia: il mercato moderno e il colore

Ecco a voi il secondo articolo dedicato alla storia della fotografia, nel quale tratterò la nascita del mercato moderno e la diffusione della fotografia a colori.

Come sempre vi auguro una buona lettura!

Grazie a George Eastman, fondatore della Kodak, all’alba di un nuovo secolo, nasce il mercato fotografico moderno. Comincia a produrre la prima macchina fotografica, la Box Kodak, destinata a tutti, poiché era facile da usare; lo slogan era: “You press the button, we do the rest”. L’apparecchio, infatti, poteva effettuare cento pose e al termine della pellicola, la macchina veniva spedita alla fabbrica dove sviluppavano le fotografie. Venivano successivamente rispedite al mittente sia le foto sia la macchina pronta per altri cento scatti. La Box Kodak era davvero una macchina per tutti grazie soprattutto al prezzo accessibile ai più: infatti veniva venduta a venticinque dollari, mentre la stampa e una pellicola vergine costavano dieci dollari.

Nel 1913 il tedesco Oskar Barnack inventa il formato 35mm: nella pellicola il fotogramma sensibile ha dimensioni di 24mm sul lato corto e 36mm sul lato lungo. Questo formato è usato tutt’ora nelle reflex full frame sia digitali che analogiche poiché restituisce il giusto rapporto dimensionale tra i lati 3/2. Negli stessi anni in Giappone nascono le più grandi aziende leader del settore: Nippon Kogatu K.K. successivamente rinominata Nikon (1917), Olympus (1918), Pentax (1919), Minolta (1928), Canon (1934). In Italia l’unica azienda che produce pellicole è la Film che successivamente diventerà Ferrania (1920).

La commercializzazione della prima pellicola a colori la Kodachrome, inventata da due musicisti, soppiantò le precedenti lastre Autochrome, messe a punto dai fratelli Lumiere vent’anni prima. Nello stesso supporto erano presenti tre distinte emulsioni: quella più esterna sensibile all’azzurro e le restanti sensibili al verde e al rosso. Lo sviluppo della pellicola era effettuato in due fasi: la prima utilizzava sali d’argento per ottenere i colori primari e nella seconda si ottenevano i colori complementari. Nelle lastre invece, i colori che apparivano erano il risultato di filtri verdi, blu-violetto e arancione costituiti da granelli di fecola di patate. Furono realizzate con questa tecnica le uniche foto a colori della Prima Guerra Mondiale. I colori erano pastello e l’immagine risultava abbastanza nitida (immagine 1).

Mentre con la crisi economica degli anni venti, tutti i settori ebbero un grosso calo dei consumi, il mondo delle fotografia continuava a fare progressi arrivando a grandissimi risultati. Prima fra tutti fu sicuramente l’esposizione automatica introdotta da Kodak nella Super Six-20. L’esposizione indica il tempo durante il quale l’elemento sensibile resta esposto alla luce che passa attraverso l’obiettivo ed è calcolata da un congegno chiamato esposimetro. L’esposimetro consente di scattare riducendo il rischio di esporre in modo errato la foto con conseguente risparmio di pellicole e di tempo. Anche le pellicole migliorano per nitidezza e sensibilità: viene commercializzata la Kodacolor, primo negativo a colori. La fotografia comincia gradualmente a diffondersi anche tra le fasce basse della popolazione e non più solo tra borghesi e nobili. Vengono sviluppate le prime fotografie di famiglia di artigiani e contadini: la fotografia diventa un modo per poter custodire ricordi e entrano a fare parte del patrimonio familiare delle persone. Avere una bella fotografia dei propri cari diventa un modo per averli sempre vicino. Generalmente nel ritratto troviamo in prima fila, sedute, la madre con le figlie e i lattanti. In seconda fila accanto alla madre, in piedi ci sono il padre e i figli maschi in ordine di età.

Nel 1947, Robert Capa, Henri Cartier-Bresson, David Seymour e George Rodger fondano Magnum Photo, la più grande agenzia fotografica del mondo che nasce per difendere i diritti d’autore e la trasparenza d’informazione.

Edwin Land inizia a produrre le prime Polaroid modello 95, cominciando così l’era della fotografia istantanea. Queste macchine sviluppavano le foto in circa un minuto. È proprio con le Polaroid che nasce l’esigenza di vedere immediatamente la foto appena scattate, fondamentale passo verso le fotocamere digitali moderne.

articolo 2

Alice

BIBLIOGRAFIA

  1. Enrico Maddalena, Manuale completo di fotografia, Hoepli, Milano, 2012

SITOGRAFIA

  1. http://www.storiadellafotografia.it
  2. http://www.nikonschool.it
  3. http://www.wikipedia.org/wiki/portale:fotografia