#storia della fotografia: il mercato moderno e il colore

Ecco a voi il secondo articolo dedicato alla storia della fotografia, nel quale tratterò la nascita del mercato moderno e la diffusione della fotografia a colori.

Come sempre vi auguro una buona lettura!

Grazie a George Eastman, fondatore della Kodak, all’alba di un nuovo secolo, nasce il mercato fotografico moderno. Comincia a produrre la prima macchina fotografica, la Box Kodak, destinata a tutti, poiché era facile da usare; lo slogan era: “You press the button, we do the rest”. L’apparecchio, infatti, poteva effettuare cento pose e al termine della pellicola, la macchina veniva spedita alla fabbrica dove sviluppavano le fotografie. Venivano successivamente rispedite al mittente sia le foto sia la macchina pronta per altri cento scatti. La Box Kodak era davvero una macchina per tutti grazie soprattutto al prezzo accessibile ai più: infatti veniva venduta a venticinque dollari, mentre la stampa e una pellicola vergine costavano dieci dollari.

Nel 1913 il tedesco Oskar Barnack inventa il formato 35mm: nella pellicola il fotogramma sensibile ha dimensioni di 24mm sul lato corto e 36mm sul lato lungo. Questo formato è usato tutt’ora nelle reflex full frame sia digitali che analogiche poiché restituisce il giusto rapporto dimensionale tra i lati 3/2. Negli stessi anni in Giappone nascono le più grandi aziende leader del settore: Nippon Kogatu K.K. successivamente rinominata Nikon (1917), Olympus (1918), Pentax (1919), Minolta (1928), Canon (1934). In Italia l’unica azienda che produce pellicole è la Film che successivamente diventerà Ferrania (1920).

La commercializzazione della prima pellicola a colori la Kodachrome, inventata da due musicisti, soppiantò le precedenti lastre Autochrome, messe a punto dai fratelli Lumiere vent’anni prima. Nello stesso supporto erano presenti tre distinte emulsioni: quella più esterna sensibile all’azzurro e le restanti sensibili al verde e al rosso. Lo sviluppo della pellicola era effettuato in due fasi: la prima utilizzava sali d’argento per ottenere i colori primari e nella seconda si ottenevano i colori complementari. Nelle lastre invece, i colori che apparivano erano il risultato di filtri verdi, blu-violetto e arancione costituiti da granelli di fecola di patate. Furono realizzate con questa tecnica le uniche foto a colori della Prima Guerra Mondiale. I colori erano pastello e l’immagine risultava abbastanza nitida (immagine 1).

Mentre con la crisi economica degli anni venti, tutti i settori ebbero un grosso calo dei consumi, il mondo delle fotografia continuava a fare progressi arrivando a grandissimi risultati. Prima fra tutti fu sicuramente l’esposizione automatica introdotta da Kodak nella Super Six-20. L’esposizione indica il tempo durante il quale l’elemento sensibile resta esposto alla luce che passa attraverso l’obiettivo ed è calcolata da un congegno chiamato esposimetro. L’esposimetro consente di scattare riducendo il rischio di esporre in modo errato la foto con conseguente risparmio di pellicole e di tempo. Anche le pellicole migliorano per nitidezza e sensibilità: viene commercializzata la Kodacolor, primo negativo a colori. La fotografia comincia gradualmente a diffondersi anche tra le fasce basse della popolazione e non più solo tra borghesi e nobili. Vengono sviluppate le prime fotografie di famiglia di artigiani e contadini: la fotografia diventa un modo per poter custodire ricordi e entrano a fare parte del patrimonio familiare delle persone. Avere una bella fotografia dei propri cari diventa un modo per averli sempre vicino. Generalmente nel ritratto troviamo in prima fila, sedute, la madre con le figlie e i lattanti. In seconda fila accanto alla madre, in piedi ci sono il padre e i figli maschi in ordine di età.

Nel 1947, Robert Capa, Henri Cartier-Bresson, David Seymour e George Rodger fondano Magnum Photo, la più grande agenzia fotografica del mondo che nasce per difendere i diritti d’autore e la trasparenza d’informazione.

Edwin Land inizia a produrre le prime Polaroid modello 95, cominciando così l’era della fotografia istantanea. Queste macchine sviluppavano le foto in circa un minuto. È proprio con le Polaroid che nasce l’esigenza di vedere immediatamente la foto appena scattate, fondamentale passo verso le fotocamere digitali moderne.

articolo 2

Alice

BIBLIOGRAFIA

  1. Enrico Maddalena, Manuale completo di fotografia, Hoepli, Milano, 2012

SITOGRAFIA

  1. http://www.storiadellafotografia.it
  2. http://www.nikonschool.it
  3. http://www.wikipedia.org/wiki/portale:fotografia